lunedì, luglio 28, 2008
È molto probabile che se fossi Haruki Murakami e dovessi rispondere ad alcune domande del mio lettore
medio, proverei un forte desiderio di smettere di scrivere.
Per fortuna non proprio tutte sono così sconfortanti da dover avere risposte deludenti, ma comunque non credo mi interesserà andarle a cercare.
In ogni caso mi pare che vi siano innumerevoli
pessimi lettori che non sono necessariamente gli stessi che leggono pessimi scrittori.
Non sono ancora del tutto convinta che, parlando di letteratura, si abbiano soltanto i lettori che si meritano.
Naturalmente non ho intenzione di postare la mia domanda, anzi posto Rodolfo Wilcock:
Il nostro lettore
Il nostro lettore ha più buchi che sporgenze, sta continuamente sul chi vive e raramente si pulisce le unghie. Non può sopportare che lo tocchino, ma quando può, tocca. Per il resto è completamente normale; si misura la febbre col termometro, partecipa alla luce divina e ha gli arti coperti di peli. Ma quando viene la sera si può vedere il suo vero volto: è sorprendentemente somigliante a Luigi XI di Francia. Può produrre ciò che vuole e quanto vuole: il suo vertice si regge sulla base. Giustamente gode di un'indennità che lo compensa del fatto che essendo uguale agli altri uomini svolge l'attività più umile di tutte: leggerci.(da
Frau Teleprocu)
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01:37
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giovedì, luglio 24, 2008
Ormai va così, mi scrivono gli autori per ringraziarmi, mi scrive l'editore per complimentarsi su un progetto e io penso: oh cazzo. di sicuro succede qualcosa, non può andarmi liscia (quest'estate penso solo in minuscolo e anche questo ha un suo significato).
Dopo averne letto in ogni dove, nella blogosfera, ho recuperato quasi completamente il ritardo acquisito sulle due serie di Boris (per riprendere le righe precedenti, confesso il mio affetto per lo stagista schiavo. per quanto io non abbia mai fatto uno stage,
capisco).
Nelle ultime settimane poi, sono apparsi i conigli. È iniziato tutto con un articolo sul serial killer dei conigli (il caso "Bunny Murders" - nonostante il mio amore per gli animali mi ha strappato qualche risata) che localizza le vittime con Google Earth. Poi ho visto una
black and bloody Irish comedy, dove il protagonista tenta un omicidio-suicidio in cui ovviamente riesce solo l'omicidio - del coniglio David. E ieri ho scovato per caso uno dei
siti più assurdi di Internet. Adesso ogni tanto, quando parlo con s., posiziono le mani come l'ombra cinese del coniglio, al posto delle interiezioni.
grandi metafore (per lavori stronzi)/1
Non ti accorgi di quanto la prospettiva sia errata finché non la vedi riflessa.
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23:57
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venerdì, luglio 11, 2008
Ogni tanto lo penso
anch'io.
Adoro spulciare gli archivi di Found Magazine, ci passerei ore.
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04:57
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Da quel che vedo, le unghie sono sempre le prime vittime della mia ansia. Fino a poco tempo fa le rosicchiavo fino a sanguinare, senza neanche rendermene conto. Mi ero quasi convinta che se anche avessi smesso, dopo trent'anni di potatura continua non sarebbero cresciute comunque, sarebbero rimaste delle unghie "bonsai". Invece dopo un paio di mesi me le sono ritrovate un po' informi ma onorevolmente lunghe (l'altro giorno condividevo un tavolo all'aperto con L. che, scioccato per avermi
sentito picchiettare sulla pinta con le dita, ha esclamato: "ehi, ma... hai le unghie! non ti riconosco più").
Eppure, pare che le unghie siano rimaste le prime vittime della mia ansia: l'altro ieri, all'apice della tensione e incastrata in un multitask estremo (telefono fra la spalla e l'orecchio, skype scampanellante, thunderbird una slot machine - truccata, cioè soldi zero o quasi, in tutto ciò), ho preso il tagliaunghie e le ho tagliate tutte, prima in una versione più lunga poi in quella mini - immagine di una certa eleganza, lo so.
Tutto ciò mi ha ricordato
questo.
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01:06
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giovedì, luglio 10, 2008
I miei propositi di viaggio non particolarmente eccentrici (se non per il fatto che "non andare dritti alla meta" è come sempre la mia ipotesi di viaggio preferita) sono stati cassati perché considerati comunque troppo audaci a livello economico -
for the time being - eppure sto cercando di chiudere tutte le questioni aperte per la fine del mese, perché ad agosto mi dileguerò, oh sì mi dileguerò, in ogni caso.
Ne ho una visione confusa e un po' torbida, di questa fine del mese, quando mi faccio massaggiare la schiena la sera come i pugili prima o dopo l'incontro: è la prassi quando lavoro su libri su Linux (c'è di buono che chiuso questo dovrei aver esaurito i sistemi operativi e potrò tornare alle magnifiche frivolezze della
varia). A detta di qualche redattore, gli interminabili listati di codice da controllare a video tenendo l'originale sulle ginocchia, sono catartici, ma per quanto mi riguarda in genere s'impastano in un'unica scritta in corpo 60: bad karma.
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03:23
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martedì, luglio 01, 2008
Vedo mio fratello ("il Piccolo") fare incetta di camicie immacolate, valutare (quei dieci secondi) l'acquisto di una cravatta ed eliminare i jeans strappati dal suo abbigliamento diurno per adeguarsi alla mise da piazza Affari (no "per fortuna" non alla Borsa, ma tant'è), e trovo adeguato il monito di H.D. Thoreau:
Beware of all enterprises that require new clothes.Ma ironie a parte, il fatto che abbia finalmente l'opportunità di superare l'impasse di un'annata infeconda e piena di incertezze, mi rende felice. Incrocio le dita e gli preparo un tardivo biglietto di compleanno splatter tanto per ricordargli che per quanto mi riguarda andrà comunque sempre bene com'è. Sono una premurosa stupida sorella maggiore.
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00:49
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