mercoledì, novembre 23, 2005

Sento che un giorno avrò le fattezze dei miei libri - pur se ho qualche incertezza sul formato - assomiglierò ai miei libri come prendono a somigliarsi certi amici.
So di non dirti niente di nuovo, sai benissimo quali sono nel mio genere gli elementi portanti, gli elementi per cui sono portata: la concezione non euclidea del futuro, l'eccesso di fatalismo (femme fataliste), l'inarrivabilità della rimozione, l'aspirazione alla celebrazione anatomica (non di rado, autoptica) della metropoli, la voce fuori campo.
Lo dice anche ric, che "come diceva Emilio Salgari, citato da Paco Ignacio Taibo II: non è la letteratura che deve imitare la vita, ma è la vita a dover imitare la letteratura".

posted by frammento at 15:53  0 commenti