venerdì, marzo 19, 2004

Il fatto che mi sembri un caso talmente eccezionale quello di ritrovarmi a preparare un'altra torta dopo due mesi (per la celebrazione di una ricorrenza sulla cui importanza quantitativa il festeggiato vorrebbe mantenere riserbo), e che all'argomento di conversazione "qual è il piatto che cucini meglio" io e la mia compagna di corso ci siamo scambiate uno sguardo obliquamente tendente al basso - cioè, che dire, non saprei, eppure non ho una memoria a breve termine, non mi ricordo d'aver mai cucinato meglio qualcosa; il tiramisù già di per sè è troppo inflazionato, e poi non si cucina neanche - mi fa pensare che dovrei impegnarmi di più per il futuro.
Ho saputo di un libro che forse potrebbe invogliarmi a darmi da fare per evitare una vita di cene tristi condite col rassegnato sospirare dei familiari. Ho solo qualche riserva sul ricettario allegato, per quanto mi riguarda geograficamente poco appetitoso...

In realtà vorrei solo fare gli auguri a mio padre, che compie gli anni, festeggia l'onomastico (se vogliamo anche la festa del papà), e non ha idea di cosa sia un blog.
L'altro giorno, in una conversazione che abbiamo condotto esaminando orizzonti divergenti fuori dal lunotto - traiettorie che distraessero dall'impaccio dell'improvvisa serietà, mi ha chiesto: "Ma come fanno a vivere nella stessa famiglia e non sapere... almeno, noi...". Poi, traspirando psicosomaticamente al ricordo di certi miei temi scolastici sull'incomunicabilità ha avanzato: "noi ci conosciamo... un poco --- sì insomma, non sappiamo... uhm, non tutto, ma...?", per pentirsene subito, mentre io calcolavo che non ha più letto niente di ciò che scrivo da quando sono stati altri a volermi leggere, e poi ho detto di come trovo sia palpabile un enorme affetto nella nostra famiglia e di come questo ci faccia chi supporre chi pregare che sia ciò che basta, ci culliamo in questa presunzione. Ma penso a quanto spesso mi sia parsa un'ammissione disperata, quest'illusione di aver acuito un senso aggiuntivo in alternativa a quello di cui non abbiamo mai avuto l'uso.


posted by frammento at 09:06  0 commenti