venerdì, marzo 12, 2004

Grand(mother) Theft Auto?
Passo il tempo a spillare umor nero e mi dimentico del potenziale narrativo della cronaca.
Domenica, F., con un piglio serissimo (credo per via della scommessa persa sulla veridicità dell'accaduto) ha riportato un fatto che deve essere rimasto, non so come, relegato fra le notizie locali.
Pare che Tizio e la famiglia di Tizio, dal lecchese, siano andati in vacanza in riviera. Qui la nonna, o la suocera (a seconda della qualità dell'empatia a cui ci si vuole esporre?) non sopravvive a un comune malore. Tizio s'informa sulle mosse burocratiche e gabellari, l'enorme dispendiosissima mole di mosse burocratiche e gabellari, necessarie per portare nel comune di residenza chi di mosse sicuramente non ne farà altre. Un moto pietoso, quindi, quello di decidere di provvedere autonomamente - e molto, molto illegalmente - al rientro della salma. E vi provvede autonomamente e automunitamente, caricando il cadavere sul portapacchi.
Io non voglio immaginarlo così, con la lingua fra i denti e gli occhi come fessura, concentrato a fare nodi a delle gomene per ancorare la (fu) congiunta al tetto dell'auto; pensavo piuttosto a quando esce dall'autogrill a metà percorso, memorabile nella sua espressione tutta biancorossaeverdonata (per me l'unica verdonata memorabile) quando scopre che gli hanno rubato la macchina - o carro dicono in portoghese, e con l'aggettivo appropriato all'episodio mi sembra utilizzabile anche in italiano. E allungando il piano sequenza, spazierei di qualche chilometro per inquadrare anche l'espressione del profanatore, con la lingua fra i denti e gli occhi come fessura, intento a sciogliere nodi per verificare il bottino.

C'è una morale in questa storia. Ed è che escludendo l'inerme peregrina passata a miglior vita, almeno due persone al mondo dovevano avere un debito con la giustizia di Murphy peggiore del mio.


posted by frammento at 06:18  0 commenti