martedì, ottobre 14, 2003

Dalla Russia con torpore.
"Chiamatemi Oblomov. Alcuni giorni fa - avendo poche o nessuna certezza in testa e nulla di particolare che mi riguardasse in ufficio, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte blog del mondo/ "
No, volevo dire, ieri sera ho visto il film di Mikhalkov, Oblomov, recuperato qualche giorno fa dopo una spossante sessione di vaglio cinematografico sympathy for the idle: cercavo qualche altro inetto con cui fraternizzare. Io sono portata naturalmente a consegnare a creature libresche, cinematografiche, artistiche la definizione della mia sensibilità per farmene curare o per far(me)ne ragione, ma credo sia abbastanza comune sceglierle per assecondare l'umore: a volte si prende l'impegno di non distrarsi dalla propria sofferenza.
E se alle prime battute di questo film non poteva avvenire il transfert terapeutico perchè l'accidia oblomoviana era eccessiva anche per i miei rimarchevoli standard, nel procedere del film ho provato l'inevitabile empatia verso l'amor d'ozio ingenuo e ostinato di questo paladino.
Potrei rispondere alla più oziosa fra le domande dicendo che dopotutto sono opinabili le motivazioni di chi si affanna e avanza, di chi si affanna per avanzare. Pernicioso e dolce è invece l'assopimento senza sonno, il pellegrinaggio immobile di desideri verso la vita vera premiato con l'indulgenza di coscienza concessa da un sonoro sbadiglio.

[Questa giustificazione letteraria all'astenia mi sembra più originale della mia insonnia storica. La adotto]

Venedikt Erofeev, "Tra Moska e Petuški":
"Convieni Venicka, almeno in questo: che la tua anima è più capiente della tua mente. Ma a che ti serve poi la mente se hai già la coscienza e oltre a quella pure il gusto? coscienza e gusto sono già così tanto che il cervello diventa del tutto superfluo.
Ma quand'è stata la prima volta che ti sei reso conto di essere idiota, Venichka?"
"Facile. Quando mi sono visto rivolgere contemoporaneamente due rimproveri di natura diametralmente opposta: di essere noioso e frivolo. Perchè se un uomo è intelligente e noioso non si abbasserà alla frivolezza. Se invece è intelligente e frivolo non si permetterà di essere noioso. Mentre io, caprone, sono riuscito, guarda un po' a conciliare tutto".



posted by frammento at 14:40  0 commenti